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L’ORO DELLA TERRA VIENE DALLO SPAZIO

Una ricerca sulla rivista Nature

Se sulla Terra esistono molte riserve di metalli preziosi è soltanto un caso fortuito. Oro e platino, infatti, potrebbero esser piovuti letteralmente sul nostro Pianeta più di 200 milioni anni dopo la sua formazione, quando la Terra è stata bombardata dai meteoriti. È questa la scoperta annunciata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bristol sulla rivista Nature.

Quando il nostro Pianeta era ancora giovane, più o meno 3,9 miliardi di anni fa, il ferro fuso è sprofondato al centro ed ha formato il nucleo, trascinando con sé la maggior parte dei metalli preziosi, come oro e platino. Nel nucleo, secondo gli scienziati, ci sono abbastanza metalli preziosi da coprire l’intera superficie della Terra con uno strato di quattro metri di spessore. Tuttavia i metalli preziosi sono molto abbondanti, decine di migliaia di volte in più del previsto, anche nel mantello, quell’involucro silicato che si trova fra la superficie e il nucleo. Ecco perché i ricercatori hanno preso in considerazione l’ipotesi che la sovrabbondanza di metalli preziosi sulla Terra sia dovuta a un evento eccezionale, come una pioggia di meteoriti. Questa infatti avrebbe aggiunto altro carico di oro al mantello rispetto a quello che era già presente.

Per verificare questa teoria gli scienziati hanno analizzato le rocce provenienti dalla Groenlandia, che hanno quasi 4 miliardi di anni e che sono state raccolte da Stephen Moorbath dell’Università di Oxford. Queste rocce forniscono una visuale unica sulla composizione del nostro pianeta poco dopo la formazione del nucleo e prima che sia avvenuto il bombardamento di meteoriti.

I ricercatori hanno determinato la composizione isotopica del tungsteno di queste rocce antiche. Il tungsteno è un elemento molto raro (un grammo di roccia contiene solo circa un decimilionesimo di grammo di tungsteno) e, come l’oro e altri elementi preziosi, sarebbe dovuto confluire al centro della Terra nella fase della sua formazione.

Come la maggior parte degli elementi, il tungsteno si compone di diversi isotopi, atomi con le stesse caratteristiche chimiche ma con masse leggermente diverse. Gli isotopi provvedono a fornire impronte digitali dell’origine del materiale e con la caduta di meteoriti sulla Terra sembrano aver lasciato un segno significativo della presenza di tungsteno nelle rocce antiche. Dall’analisi di questi isotopi infatti i ricercatori hanno osservato delle significative variazioni di quantità abbondanza di isotopi 182W nelle rocce della Groenlandia rispetto alle rocce moderne. Questa differenza nella composizione dimostrerebbe che la sovrabbondanza di oro, e altri metalli preziosi, sulla Terra potrebbe essere davvero frutto di un fortunato sottoprodotto del bombardamento di meteoriti.

“Il nostro lavoro – ha commentato Matthias Willbold, coordinatore dello studio – mostra che la maggior parte dei metalli preziosi su cui si basano le nostre economie e molto processi industriali chiave è stata aggiunta al nostro pianeta per una coincidenza fortunata, quando la Terra è stata colpita da circa 20 miliardi di miliardi di tonnellate di materiale asteroidale”.


Naturecover

Via WIRED


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