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GLI ALBERI DORATI DI GIUSEPPE PENONE

L’artista torinese e le sue opere in foglia oro.

La “Prospettiva Vegetale” di Giuseppe Penone


Giuseppe Penone, nato a Garessio (Cuneo), è uno dei più affermati artisti appartenenti al movimento dell’Arte Povera, termine coniato da Germano Celant, nel quale entra a far parte nel 1967.

Il lavoro di Penone s’incentra sull’analogia tra natura e uomo, espressa usando come punto di riferimento gli alberi, da lui stesso definiti “sculture perfette, esseri viventi simili all’uomo, da ammirare per il loro modo di crescere ed evolversi in modo coordinato e mai casuale”. 

Secondo l’interpretazione di Penone, infatti, la storia di un albero è scritta, incisa, in ogni sua foglia e ramo, che sono vere e proprie espressioni della sua identità.



Un’analogia con il dna umano, esso pure un’attenta descrizione di ciò che siamo, rintracciabile in ogni parte di noi. La commistione tra natura e cultura scultoria, e l’utilizzo di materiali non convenzionali permea le sue opere più importanti.

Penone unisce materiali che insieme creano contrasti di colore ed effetti inaspettati, quali il bronzo e la foglia oro. Ne sono un chiaro esempio le sue opere “Luce e Ombra”, “Albero Folgorato” e “Tra”, raccontate nel volume “Prospettiva Vegetale”, un progetto artistico realizzato in occasione della mostra omonima allestita a Firenze, presso il Forte Belvedere ed il Giardino di Boboli nel 2014, curata da Sergio Risaliti e Arabella Natalini.

Queste opere, ideate e disegnate dall’artista, sono state realizzate presso La Fonderia Artistica del Chiaro di Pietrasanta.



La doratura, è stata poi eseguita dal doratore Lino Lazzeri. 
Si tratta, nel dettaglio, nient’altro che riproduzioni in bronzo simili ad alberi, di cui sono state prodotte più varianti interpretative, esposte in vari luoghi importanti nel mondo, tra cui il Rijksmuseum di Amsterdam, il Caroline Wiess Law Building di Houston, a Versailles, nella Reggia di Parigi, e in molti altri ancora, in occasione di vari eventi e mostre.

La scelta dell’oro come materiale di contrasto, per Penone, è stata determinata dal valore per lui simbolico del materiale, universalmente metafora di luce eterea ed energia, così da controbilanciare i colori più freddi e terreni del bronzo e del granito, gli altri materiali usati per la creazione delle sue riproduzioni.

Il simbolismo e l’analogia sono molto usati da Penone nei suoi progetti: “Luce ed Ombra”, un albero in bronzo con un cerchio sferico di foglie decorate con foglia oro e una sfera di granito in cima, rappresenta la sfida e la crescita nonostante le difficoltà.

L’opera è stata collocata negli spazi verdi adiacenti alla nuova sede European Central Bank di Francoforte, emblema dell’unione e della crescita economica del continente, per contrastare una struttura inorganica, fatta di vetro e cemento, con un simbolo di vita che rappresenta un richiamo alla natura.



Questo contrasto e il mimetismo delle sue opere con l’ambiente circostante sono un altro caposaldo del suo pensiero, volto ad annullare l’attenzione verso la sua abilità di scultore, per concentrare invece l’attenzione sulla natura, vista come forma di scultura naturale.

Per tutto il progetto, il numero di foglie oro utilizzate è notevole e si aggira infatti intorno alle 30.000 unità, tutte prodotte da Giusto Manetti Battiloro.
 In particolare, per la realizzazione di “Luce ed Ombra”, per decorarne gli oltre 600 particolari a forma di foglia, sono state necessarie oltre 4.000 foglie oro 24 kt.

Dettaglio dell'opera Luce e Ombra di Giuseppe Penone mentre viene costruita in fonderiaGIUSEPPE-PENONE-LUCE-E-OMBRA-GIARDINO-BOBOLI-2011-eweb3


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