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Memoria, viaggio e ricordo nell’arte di Stéphanie Saadé


L’arte assume forme diverse, e spesso le più semplici, sono quelle che trasmettono un significato più profondo.


L’arte assume forme diverse, e spesso le più semplici, sono quelle che trasmettono un significato più profondo.

La nostalgia, l’isolamento dall’ambiente circostante, il sentirsi fuori posto, sono il messaggio centrale del lavoro di Stéphanie Saadé.

Saadé, diplomata in Fine Arts alla École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, frequenta un post-graduate program alla China Academy of Arts, Hangzhou, China.

Artista in residenza alla Jan van Eyck Academie, Maastricht, in Olanda, e poi alla Cité Internationale des Arts, di Parigi.

Il viaggio in terra straniera, le emozioni dell’essere lontani da casa, fanno parte delle sue opere più riconosciute.

L’artista esplora le forme della distanza e le rende visibili, insieme ai cambiamenti dell’individuo che vive questa lontananza dal suo luogo di nascita.

La natura delle relazioni e dei collegamenti viene messa in dubbio, la loro persistenza o effimerità.

I nodi e i collegamenti creati formano coppie, che mai diventano doppioni.

Singoli oggetti sono composti dalle differenze riunite insieme.

Un’arte fondata sul messaggio, sul raccontare con semplicità qualcosa di più profondo, come un telefono sul cui schermo è mostrata la distanza tra l’artista e l’opera, una forma di dialogo e comunicazione con l’osservatore che trascende il semplice linguaggio.

Correntemente, è un artista in residenza alla Villa Empain, Fondazione Boghossian, a Brussels.

Ma perché la scelta dell’oro per le sue creazioni?

L’oro è sempre stato usato nell’arte sacra, associato con tutto ciò che è prezioso o in qualche modo superiore”- racconta Stéphanie in un’intervista – “Molti metalli sono chiari e luminosi, ma la foglia d’oro lo rimane.” – e ancora- “Per me ha una dimensione d’eternità, che collega il mio lavoro a quello dell’antichità, come una sorta di eredità.”

Il materiale, quindi, è usato per donare un po’ della sua immortalità agli elementi, come ponte tra l’antico e il nuovo.

Le sue opere saranno esibite nella mostra “Home Beirut. Sounding the Neighbors” presso il MAXXI (Museo Nazione delle Arti del XXI secolo) di Roma dal 15 Novembre 2017.

Questa mostra, è il terzo capitolo della “Trilogia mediterranea”, un ciclo espositivo attraverso il quale il MAXXI esplora l’interazione tra le comunità artistiche d’Europa e del Medio Oriente.

Beirut, in particolare, è la città focus di questa mostra.

Un posto straordinario ricco di diversità culturale ed energia creativa, malgrado tutte le difficoltà causate dai vari conflitti che hanno colpito il paese negli ultimi decenni.

La memoria della guerra, vissuta in prima persona dagli artisti Libanesi, è presente nella maggior parte delle opere prodotte a Beirut.

L’esperienza del conflitto e il trauma del dover abbandonare ripetutamente il proprio paese si trasformano in arte, che ha lo scopo di documentare quella che è stata l’esperienza vissuta in prima persona.

Ecco l’opera dell’artista Saadé alla mostra:


A Map of Good Memories, 2015, foglia oro a 24 kt, 150 x 300 cm.

L’artista ricorda venti bei ricordi sulla sua vita in Lebano, partendo dalla sua infanzia sino al presente.

Ripercorrendo i propri ricordi, ha tracciato le traiettorie di incontri con persone amate e visite a posti familiari e le ha assemblate nell’opera, rispettando la loro scala ed orientamento, sino a formare una forma chiusa.

Trattandosi del suo passato, e di differenti luoghi geografici, i segni tracciati formano un intimo territorio sentimentale, disegnando i bordi di un auto-ritratto geografico.

L’opera è stata dorata attraverso la tecnica di doratura a missione all’acqua, usando sia libretti di foglia oro libera sia di foglia oro a decalco, tutte a 24 kt in formato 80 x 80 mm.

 

Altre opere significative in cui l’utilizzo della foglia oro è importante per conferire un senso di memoria, intimità ed eterno del tutto sacro:


Golden Memories, 2015, old photograph, foglia oro a 24 kt, 10 x 14,5 cm

Una fotografia dell’infanzia dell’artista è ricoperta di foglia oro.

Non più accessibile, la memoria dal passato ora rispecchia la realtà presente.

 

 


Lost Intimacy, 2014

Uno sgabello, inverso, che rivela la sua struttura.

Saldature dorate, chiodi, e graffette ne sorreggono la struttura.

 

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Travel diary, 2014 – 2016

La foglia d’oro è applicata sulle sofferenze formatesi sui documenti di viaggio usati dall’artista per viaggiare verso e via da casa.


 

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