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Storia 1950

1950: La crescita

A partire dagli Anni Cinquanta arrivano le consulenze internazionali di Giusto per il British Museum e la NASA. Poi un nuovo stop, con la drammatica alluvione di Firenze, e una nuova ripresa. Guidata da Fabrizio, Lapo e Francesca, l’azienda cresce ulteriormente portando il suo fatturato a 9 milioni di euro.

 

Negli Anni Cinquanta i figli di Giusto affiancano il padre nella gestione dell’impresa: Fabrizio rafforza la presenza dell’azienda sui mercati esteri, Lapo inventa e sviluppa il settore della stampa a caldo e Francesca innova la gestione amministrativa. Per Giusto, nel frattempo, è arrivato il momento del riconoscimento internazionale della sua competenza e della sua passione: nel 1953 il British Museum si rivolge a lui per una perizia sul degrado della cassa – interamente rivestita di lamina d’oro – di una mummia dell’Antico Egitto e nel 1956 la NASA ricorre alla sua conoscenza della foglia d’oro per una consulenza sulla doratura delle ogive dei missili spaziali.

 

Giusto muore nel 1961 e pochi anni più tardi l’azienda si trova a fronteggiare un’altra difficoltà: il 4 Novembre 1966 l’Arno in piena rompe gli argini e allaga gran parte di Firenze. L’alluvione distrugge quasi completamente la sede di Via Ponte alle Mosse. Anche questa volta la famiglia Manetti non si arrende: Fabrizio, Lapo e Francesca decidono, al contrario, di usare questa occasione per rinnovare ulteriormente lo stabilimento e modernizzare i macchinari e i processi produttivi. I tre fratelli guidano la Giusto Manetti Battiloro fino al ‘96, portandola a un fatturato di 9 milioni di euro.